LASERTERAPIA E PATOLOGIA DEL DISCO INTERVERTEBRALE

“Protrusione discale”, oppure “ Ernia del disco” oppure “Buldging  discale” sono le frasi più comuni che vengono riferite dai pazienti affetti da problemi della colonna vertebrale.
Per prima cosa è importante mettere in chiaro che protrusione o buldging non è sinonimo di ernia.
In secondo luogo la letteratura scientifica internazionale è concorde nell’affermare che nella maggior parte dei casi di ernia discale la terapia è in prima istanza di tipo conservativo (ad esempio fisioterapia) riservando l’intervento chirurgico solo nei casi iperacuti in cui si hanno importanti deficit neurologici ed anche in questo caso la fisioterapia è il percorso al quale i soggetti operati saranno destinati a scopo riabilitativo dopo l’intervento.
Ma perché il disco intervertebrale è così importante?
Non è sufficiente un così breve spazio per poter parlare della fisiopatologia vertebrale né tantomeno è possibile farlo in maniera totalmente rigida da un punto di vista scientifico dovendo essere l’argomento affrontato in maniera più “mainstream”.
E’ mia intenzione poter descrivere pochi concetti nella maniera più semplice e generale possibile, motivo per cui chiedo venia se molte nozioni sembreranno banalizzate e trattate succintamente.
Il disco intervertebrale è una struttura fibro-elastica localizzata nella colonna vertebrale interposta fra i corpi di due vertebre vicine.
È una struttura fondamentale per il normale funzionamento  della colonna  vertebrale condizionandone  la funzionalità.
È  importante considerare le varie vertebre che compongono la colonna non come delle entità staccate l’una dall’altra.
La moderna fisiologia articolare, infatti, indica con il termine di “unità funzionale”due vertebre sovrapposte messe in rapporto dal disco interposto fra di loro.
Questa denominazione è di per sé descrittiva del fatto che la normale stabilità, elasticità e movimento della colonna vertebrale è garantita dalla partecipazione combinata di tutte le strutture (legamenti, vertebre e disco) che ne fanno parte.
Il disco è in condizioni normali una struttura elastica, che funge nello stesso tempo da “distanziatore” garantendo il normale rapporto fra le varie vertebre e da “ammortizzatore” spostandosi in maniera dinamica mentre la colonna vertebrale esegue i movimenti che le sono propri.
In tal maniera la colonna vertebrale è mantenuta elastica, dinamica e stabile.
Perché il disco possa espletare la sua normale funzione esso deve essere “nutrito” in maniera opportuna.
Il suo “trofismo” o “nutrimento” proviene da strutture che si trovano in contatto con i suoi contorni chiamate “lamine limitanti superiore ed inferiore” in rapporto con i corpi vertebrali fra i quali il disco è indovato essendo lo stesso dopo la seconda decade di vita sprovvisto di vascolarizzazione propria.
Svariate cause (ad esempio difetti di postura o attività fisiche che determinano sovraccarico funzionale) possono alterare il normale meccanismo di nutrizione del disco intervertebrale con conseguente disidratazione dello stesso.
Il disco disidratato si “schiaccia”, non è più normalmente “elastico” e tende sotto la pressione delle vertebre ad erniarsi verso le parti più esterne.
In questa sua alterata “migrazione” lo stesso può quindi arrivare a comprimere le radici nervose da cui originano i nervi periferici che vanno a distribuirsi nel resto del corpo.
I sintomi che una tale situazione può causare sono rappresentati da dolore anche acuto a livello della colonna vertebrale che sarà ipoelastica e ipomobile e problemi di vario tipo nel caso in cui vengano compresse le radici nervose e vascolari (ad esempio vertigini, arti addormentati o “parestesie” e deboli etc.)
Il laser terapeutico è uno strumento molto efficace nel trattamento della patologia del disco intervertebrale.
La sua importanza non è dovuta solamente al suo effetto “antalgico” cioè perché toglie il dolore (ancora oggi molti colleghi continuano a diffondere la mendace informazione che il laser serve solo per agire sul dolore).
La terapia con luce laser è un vero e proprio “ringiovanimento del disco intervertebrale” rappresentando una vera e propria “medicina rigenerativa”.
La luce laser, infatti, è una onda elettromagnetica con particolari lunghezze d’onda e frequenza e con peculiari caratteristiche (ad esempio monocromaticità, brillanza, coerenza, uni direzionalità).
Ognuna di queste caratteristiche meriterebbe un trattato di medicina biofisica, in questa sede è importante affermare che le caratteristiche del laser consentono allo stesso una azione sia superficiale che profonda, in maniera sicura, intervenendo sia sul dolore che sulla biostimolazione dei tessuti.
È importante che l’operatore che somministra la terapia laser sia un conoscitore di tale mezzo fisico.
Gli effetti del laser quindi consentono di rigenerare il disco, ristabilire il suo trofismo, biostimolare la riparazione dei tessuti fibroelastici e trattare il dolore.
Nella mia esperienza ho trattato moltissimi casi di cervicobrachialgie o lombo sciatalgie molto gravi e croniche, ho assistito ad una risoluzione totale della sintomatologia ed una guarigione rapida e duratura.
Generalmenete il laser deve essere inscritto in un progetto riabilitativo più ampio di cui tale mezzo fisico è elemento fondamentale in moltissimi casi.

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